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	<title>Commenti a: Arrevuoto</title>
	<link>http://www.performingmedia.org/arrevuoto/</link>
	<description>x l'uso sociale e creativo dei nuovi media</description>
	<pubDate>Fri, 16 May 2008 21:34:47 +0000</pubDate>
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		<title>Di: carloi</title>
		<link>http://www.performingmedia.org/arrevuoto/#comment-6041</link>
		<author>carloi</author>
		<pubDate>Sat, 26 Apr 2008 11:48:08 +0000</pubDate>
		<guid>http://www.performingmedia.org/arrevuoto/#comment-6041</guid>
					<description>e continuo qui, nel commentario, a riflettere sull'altra sera a Napoli, nel Mercadante così vitalizzato dall'energia plebea di quei ragazzi... 
E penso a come il seicento del Moliere masticato come un chewingum da quella masnada di adolescenti 
(dai 10 ai 17 anni... a proposito vai a vedere quello che ho scritto sull'esperieneza fiamminga http://www.performingmedia.org/edutainment/#comments )
abbia a che fare con un seicento di una Napoli capitale culturale europea d'allora.
C'è qualcosa che innerva la dimensione plebea con quella aristocratica, è un mix potente che vidi fiorire ai primi anni ottanta, dopo il terremoto. Quello fu un arrevuoto vero. Ora si è a rischio implosione.
Ma tornando all'happening (è questo il termine + corretto... ricopriamo questo senso di performance espansa) va detto che la regia opera, con una conduzione sciamanica, interpretando le energie in campo, ciò che di teatro c'è nell'alterità naturale di 
quei ragazzi, faccia per faccia.
Lo stesso Marco, infatti, parla di "messa in vita" piuttosto che di messa in scena.
E il dato quantitativo dei performer moltiplica il fattore. E l'azione di estende in platea, imponendo alla fine un corteo interno, con tutti, fino alla pirotecnia finale.
Che suggella il caos con il caos.
Senza testa nè coda (anche se il Misantropo torna...). Arrevuoto. Punto.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>e continuo qui, nel commentario, a riflettere sull&#8217;altra sera a Napoli, nel Mercadante così vitalizzato dall&#8217;energia plebea di quei ragazzi&#8230;<br />
E penso a come il seicento del Moliere masticato come un chewingum da quella masnada di adolescenti<br />
(dai 10 ai 17 anni&#8230; a proposito vai a vedere quello che ho scritto sull&#8217;esperieneza fiamminga <a href="http://www.performingmedia.org/edutainment/#comments" rel="nofollow">http://www.performingmedia.org/edutainment/#comments</a> )<br />
abbia a che fare con un seicento di una Napoli capitale culturale europea d&#8217;allora.<br />
C&#8217;è qualcosa che innerva la dimensione plebea con quella aristocratica, è un mix potente che vidi fiorire ai primi anni ottanta, dopo il terremoto. Quello fu un arrevuoto vero. Ora si è a rischio implosione.<br />
Ma tornando all&#8217;happening (è questo il termine + corretto&#8230; ricopriamo questo senso di performance espansa) va detto che la regia opera, con una conduzione sciamanica, interpretando le energie in campo, ciò che di teatro c&#8217;è nell&#8217;alterità naturale di<br />
quei ragazzi, faccia per faccia.<br />
Lo stesso Marco, infatti, parla di &#8220;messa in vita&#8221; piuttosto che di messa in scena.<br />
E il dato quantitativo dei performer moltiplica il fattore. E l&#8217;azione di estende in platea, imponendo alla fine un corteo interno, con tutti, fino alla pirotecnia finale.<br />
Che suggella il caos con il caos.<br />
Senza testa nè coda (anche se il Misantropo torna&#8230;). Arrevuoto. Punto.</p>
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