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	<title>Performing Media &#187; arte dello spettatore</title>
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	<description>x l&#039;uso sociale e creativo dei nuovi media</description>
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		<title>Urban Experience per l&#8217;Ottobrata Romana</title>
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		<comments>http://www.performingmedia.org/urban-experience-per-lottobrata-romana.html#comments</comments>
		<pubDate>Sat, 09 Oct 2010 09:43:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>carloi</dc:creator>
				<category><![CDATA[arte dello spettatore]]></category>
		<category><![CDATA[geoblog]]></category>
		<category><![CDATA[Innovazione Territoriale]]></category>
		<category><![CDATA[Performing Media]]></category>
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		<category><![CDATA[TagCloudLive]]></category>
		<category><![CDATA[urban experience]]></category>

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		<description><![CDATA[<div class="addthis_toolbox addthis_default_style" addthis:url='http://www.performingmedia.org/urban-experience-per-lottobrata-romana.html' addthis:title='Urban Experience per l&#8217;Ottobrata Romana' ><a class="addthis_button_tweet"></a><a class="addthis_button_google_plusone"></a><a class="addthis_button_"></a></div>GNUletter dell&#8217;Ottobrata Romana in cui si tratta di Urban Experience Talk Lab Degustazioni teatrali radioguidate Walk Show Esplorazioni di fortezze Geoblog di microstorie Incursioni sui bus Festival della Creatività Educazione ai tempi di Internet L&#8217;Ottobrata Romana, piuttosto che una manifestazione, è uno stato d&#8217;animo e come tale è percepita da tanti romani anche se non [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="al2fb_like_button"><div id="fb-root"></div><script type="text/javascript">
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<div id="_mcePaste">in cui si tratta di</div>
<div id="_mcePaste">
<ul>
<li>Urban Experience</li>
<li>Talk Lab</li>
<li>Degustazioni teatrali radioguidate</li>
<li>Walk Show</li>
<li>Esplorazioni di fortezze</li>
<li>Geoblog di microstorie</li>
<li>Incursioni sui bus</li>
<li>Festival della Creatività</li>
<li>Educazione ai tempi di Internet</li>
</ul>
</div>
<p><img src="http://api.ning.com/files/jmgtZcwtxXoLZuy-MsllgITsPZCzmZTVH-LYv4NhapiRDc-8pQe1TqvtaXAaPtFPvZvF9cfXv2yokVFZDw0uG-3xzNNaNYQv/KOINEazioneRadioguidata.JPG" alt="una performance teatrale radioguidata di Koinè" width="450" /></p>
<div id="_mcePaste">
<ul>
<li><span id="more-332"></span></li>
<li>L&#8217;<em>Ottobrata Romana</em>, piuttosto che una manifestazione, è uno stato d&#8217;animo e come tale è percepita da tanti romani anche se non è mai stata rilanciata come evento, mentre invece ciò è accaduto per l&#8217;invenzione dell&#8217;<em>Estate Romana</em>.</li>
</ul>
</div>
<div id="_mcePaste">Oggi quel <em>sentimen</em>t viene reinterpretato in un progetto di urban experience che intende armonizzare le tradizioni, attraverso la messa in scena della memoria del territorio,</div>
<div id="_mcePaste">con l&#8217;innovazione della multimedialità e del social networking per contribuire a fare di uno stato d&#8217;animo un modello di sviluppo, attraverso il <strong>valore d&#8217;uso creativo</strong> della Città.</div>
<div id="_mcePaste"><strong>Urban Experience</strong> è un ambito che va oltre i sistemi dello spettacolo perché contempla azioni su più piani, dall&#8217;happening radioguidato ai progetti di urbanistica partecipativa,</div>
<div id="_mcePaste">dalle esplorazioni psicogeografiche al social housing, dal marketing territoriale non-convenzionale all&#8217;innovazione sociale, dalle palestre di cittadinanza interattiva all&#8217;integrazione memoria-reti-territorio secondo i format creativi del performing media.</div>
<div id="_mcePaste">Momento clou è <em>Performing Arvalia</em> al Forte Portuense (via Portuense 547), un&#8217;azione teatrale radioguidata di Koinè, per mettere in scena il territorio, attraverso la memoria dei suoi abitanti, dando forma alle storie raccolte in un&#8217;attività che coinvolgerà  anche i ragazzi delle scuole (con un laboratorio multimediale curato a Corviale da Portobeseno).</div>
<div id="_mcePaste">Date le caratteristiche dell&#8217;azione teatrale radioguidata è fondamentale prenotarsi sul <a href="http://urbanexperience.ning.com/events/performing-arvalia-al-forte">social network</a> per le <strong>esplorazioni</strong> programmate da venerdì 15 ottobre a domenica 17 (ore 17-19-21, domenica solo ore 17 e ore 19) e per la anteprima (rivolta a bambini e giornalisti) di venerdì alle ore 12, dopo la presentazione, alle ore 10,30,  al Mitreo del Corviale (Via Mazzacurati 61).</div>
<div>Durante quei giorni dal 12 al 16 ottobre, sulla linea 786 di ATAC, con capolinea da Stazione Trastevere verso Corviale, sono previste delle incursioni di urban experience.</div>
<div id="_mcePaste">L&#8217;intero progetto Urban Experience per l&#8217;Ottobrata Romana sarà presentato al Tempio di Adriano, sede della Camera di Commercio di Roma, il <strong>13 ottobre, alle ore 18,</strong></div>
<div id="_mcePaste">dopo un pomeriggio di brainstorming sull&#8217;innovazione territoriale, con un Talk Lab  dal titolo:<em> Urban Experience per la nuova rete del valore: la ricchezza generata dal comportamento creativo degli utenti</em> a cui seguirà, in piazza, una degustazione teatrale radioguidata ( a cura di Koinè) di prodotti tipici e vini selezionati, titolata <em>PerBacco-Roma Caput Vini</em>, prodotta da PromoRoma per rievocare le matrici culturali dell&#8217;Ottobrata Romana.</div>
<div id="_mcePaste">Il giorno dopo, il 14 ottobre alle ore 18, da Piazza Testaccio partirà, in collaborazione con l&#8217;Associazione Testaccio in Piazza, una passeggiata radioguidata attraverso le criticità e le risorse del quartiere: un <strong>Walk Show</strong> che utilizzerà un particolare sistema radiotrasmittente “whisper” (in collaborazione con VoiceTour).</div>
<div>Per<a href="info e prenotazioni qui"> dettagli e prenotazioni qui</a></div>
<div>
<ul>
<li>a Roma, la maratona di performance art, nella notte del 9 ottobre al Lanificio, c&#8217;è un tocco di performing media nel <a href="http://tendieci.blogspot.com/2010/06/allucinated-journalism.html">cloud set di Hypermedia Punk </a></li>
</ul>
</div>
<div>
<ul>
<li>a Roma, All&#8217;Auditorioum Parco della Musica, per il <a href=" http://www.forumhr.it/2010/programma.html">Forum delle Risorse Umane</a>, il 21 ottobre, da mattina a sera, si conduce  la <em>Tag Cloud Live</em> via Twitter: la “quarta parete” delle parole chiave del forum.</li>
</ul>
</div>
<div>
<ul>
<li>a Firenze, per il <a href=" http://2010.festivaldellacreativita.it/content/talk-lab-urban-experience-linterazione-tra-web-e-territorio">Festival della Creatività</a>, il 22 ottobre alle ore 18,30, s&#8217;interviene alla sala Incontri di Sala Verdiana su<em> Urban Experience: l&#8217;interazione tra web e territorio</em></li>
</ul>
</div>
<div>
<ul>
<li><a href="http://careertv.it/career-help/educazione-ai-tempi-di-internet/">Qui trovi un report video</a> sul convegno <em>L’educazione ai tempi di internet</em></li>
</ul>
</div>
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		<title>Urban Experience al Museo della Mente</title>
		<link>http://www.performingmedia.org/urban-experience-al-museo-della-mente.html</link>
		<comments>http://www.performingmedia.org/urban-experience-al-museo-della-mente.html#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 07 Sep 2010 18:16:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>carloi</dc:creator>
				<category><![CDATA[arte dello spettatore]]></category>
		<category><![CDATA[creatività connettiva]]></category>
		<category><![CDATA[happening]]></category>
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		<description><![CDATA[<div class="addthis_toolbox addthis_default_style" addthis:url='http://www.performingmedia.org/urban-experience-al-museo-della-mente.html' addthis:title='Urban Experience al Museo della Mente' ><a class="addthis_button_tweet"></a><a class="addthis_button_google_plusone"></a><a class="addthis_button_"></a></div>Gnuletter di settembre in cui si tratta di: Urban Experience al Museo della Mente Tag Cloud tratta da twitter #ShortTheatre Rilanciamo l&#8217;appuntamento a Roma, al Museo-Laboratorio della Mente, al S.Maria della Pietà,  giovedì 9 settembre 2010, alle ore 17, x l&#8217;assemblea di Urban Experience. L’incontro è aperto a tutti: non solo a coloro che vogliono [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="al2fb_like_button"><div id="fb-root"></div><script type="text/javascript">
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<div id="_mcePaste">
<ul>
<li>Urban Experience al Museo della Mente</li>
<li>Tag Cloud tratta da twitter #ShortTheatre</li>
</ul>
</div>
<div></div>
<div id="_mcePaste">Rilanciamo l&#8217;appuntamento a Roma, al <a href="http://www.museodellamente.it/">Museo-Laboratorio della Mente</a>, al S.Maria della Pietà,  giovedì 9 settembre 2010, alle ore 17, x l&#8217;assemblea di Urban Experience.</div>
<div id="_mcePaste">L’incontro è aperto a tutti: non solo a coloro che vogliono aderire all’associazione.</div>
<div>In questo <a href="http://urbanexperience.ning.com/group/urbanexperienceperlanuovaretedelvalore">gruppo di discussione</a> troverai le tracce di un dibattito che sfocerà  <strong>il 13 ottobre al Tempio di Adriano,</strong> in un incontro pubblico sul tema <em>Urban Experience per la nuova rete del valore: la ricchezza generata dal comportamento creativo degli utenti</em>.</div>
<div id="_mcePaste">Tra le ore 17 e le ore 18 sarà possibile partecipare ad una visita guidata del Museo della Mente, un esempio emblematico d’innovazione territoriale, nel coniugare memoria,territorio, percezione e interattività. <span style="font-family: Georgia, Palatino, 'Palatino Linotype', Times, 'Times New Roman', serif; color: #333333;">Un&#8217;opportunità per riflettere sul rapporto tra Mente e Spazio Pubblico, sul valore dell&#8217;inclusione e sull&#8217;espansione della coscienza collettiva&#8230; (l&#8217;immagine che trovi sotto è emblematica, segna l&#8217;entrata al Museo della Mente).</span></div>
<div id="_mcePaste">T&#8217;invitiamo a confermare la presenza perché stiamo organizzando un <em>walk show</em>: una passeggiata radioguidata all&#8217;interno del Museo, supportata dalle radioline whisper, con la guida sapiente di Pompeo Martelli che l&#8217;ha ideato.</div>
<div id="_mcePaste">Il walk show è gratuito ma t&#8217;invitiamo a sostenere il Museo acquistando una copia del loro prezioso libro.</div>
<div id="_mcePaste">Dai un feedback sul <a href="http://urbanexperience.ning.com/events/assemblea-costituente">social network</a> (indicando anche il numero delle persone che verranno con te). Dato il numero limitato delle radioline non possiamo garantire la partecipazione al walk show a chi non conferma.</div>
<div id="_mcePaste">Altra cosa: stiamo pensando ad una social cena (magari a Testaccio, visto che dopo si intende andare alla Pelanda x <a href="http://www.shorttheatre.org/programma.html">Short Theatre</a></div>
<div id="_mcePaste"></div>
<div></div>
<div>A proposito, <strong>fino all’11 settembre al Mattatoio-la Pelanda</strong> , Urban Experience partecipa attivamente come partner web 2.0. a Short Theatre.</div>
<div id="_mcePaste">Si userà twitter in primo luogo (hashtag <a href="http://twitter.com/#search?q=%23SHORTTHEATRE">#shorttheatr</a>e) ,  il nostro <a href="http://urbanexperience.ning.com/profiles/blogs/la-rete-degli-sguardi">blog </a>e anche facebook x rilanciare il viral.</div>
<div id="_mcePaste">Uno dei presupposti dell’azione di Urban Experience è quello di creare ambiti partecipativi per promuovere, se non inventare (pensa ai nuovi format del web 2.0), spazio pubblico.</div>
<div id="_mcePaste">A proposito di twitter come opportunità per mettere in rete gli sguardi degli spettatori attivi vedi questa nota (tratta da un articolo pubblicato su Nova-Sole24ore nel giugno scorso e ripresa da <a href="http://www.tafter.it/2009/08/18/la-rete-degli-sguardi-teatrali-connettivi-attraverso-twitter-di-carlo-infante/">Tafter</a>).</div>
<div id="_mcePaste">Qui visualizzi i tweet sul visible (<a href="http://visibletweets.com/#query=%23shorttheatre&amp;animation=3">tag cloud!</a>)</div>
<div></div>
<div>Sull&#8217;incontro a Frascati<em> Ritorno al Futuro</em> trovi delle tracce in questo <a href="http://urbanexperience.ning.com/profiles/blogs/ritorno-al-futuro-1">blog del social network Urban Experience</a>.</div>
<div></div>
<p><img src="http://api.ning.com/files/T74cpC9rbKZRIPKEpN77tA8UPOEcSHvPjlbI75588fmD524C1DSCuuzonTtAJ-3HbljniB9mma0HMJW0EECmNTen4hzVOMaP/DSC04795.JPG?size=173&amp;crop=1:1" alt="il monito d'entrata al Museo della Mente" width="173" height="173" /></p>
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		</item>
		<item>
		<title>Ritorno al Futuro e twittering x Short Theatre</title>
		<link>http://www.performingmedia.org/ritorno-al-futuro-e-twittering-x-short-theatre.html</link>
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		<pubDate>Wed, 01 Sep 2010 22:50:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>carloi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<div class="addthis_toolbox addthis_default_style" addthis:url='http://www.performingmedia.org/ritorno-al-futuro-e-twittering-x-short-theatre.html' addthis:title='Ritorno al Futuro e twittering x Short Theatre' ><a class="addthis_button_tweet"></a><a class="addthis_button_google_plusone"></a><a class="addthis_button_"></a></div>Gnuletter di fine estate in cui si tratta di: Ritorno al Futuro Twitter per la rete degli sguardi teatrali Urban Experience al Museo della Mente a Frascati al Parco di Villa Sciarra, giovedì 2 Settembre dalle ore 18.30, giochiamoci la lunga coda dell&#8217;estate , per partecipare attivamente a una conversazione-aperitivo nell&#8217;ambito del Festival Frammenti 2010. Si parte [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="al2fb_like_button"><div id="fb-root"></div><script type="text/javascript">
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<fb:like href="http://www.performingmedia.org/ritorno-al-futuro-e-twittering-x-short-theatre.html" send="true" layout="button_count" show_faces="false" width="450" action="recommend" font="arial" colorscheme="light" ref="AL2FB"></fb:like></div><div class="addthis_toolbox addthis_default_style" addthis:url='http://www.performingmedia.org/ritorno-al-futuro-e-twittering-x-short-theatre.html' addthis:title='Ritorno al Futuro e twittering x Short Theatre' ><a class="addthis_button_tweet"></a><a class="addthis_button_google_plusone"></a><a class="addthis_button_"></a></div><div id="_mcePaste">Gnuletter di fine estate in cui si tratta di:</div>
<div>
<ul>
<li>Ritorno al Futuro</li>
<li>Twitter per la rete degli sguardi teatrali</li>
<li>Urban Experience al Museo della Mente</li>
</ul>
</div>
<div>
<ul>
<li>a <strong>Frascati</strong> al Parco di Villa Sciarra, giovedì<strong> 2 Settembre</strong> dalle ore 18.30, giochiamoci la lunga coda dell&#8217;estate , per partecipare attivamente a una conversazione-aperitivo nell&#8217;ambito del <a href="http://www.semintesta.it/aperitivo-ritorno-al-futuro">Festival Frammenti 2010</a>.</li>
</ul>
</div>
<div id="_mcePaste">Si parte da questo interrogativo: dove possiamo ritrovare il tempo e soprattutto il luogo per immaginare, progettare e costruire il nostro futuro?</div>
<div id="_mcePaste">Il futuro è praticamente sparito dai nostri orizzonti culturali.</div>
<div id="_mcePaste">E&#8217;, come suggerisce lo scrittore canadese William Gibson, &#8220;già qui, è solo mal distribuito&#8221;.</div>
<div id="_mcePaste">Si tratta di un Talk molto informale, in collaborazione con <a href="http://urbanexperience.ning.com/events/ritorno-al-futuro-al-frammenti">Urban Experience</a>, combinato con un aperitivo, intitolato <em>Ritorno al Futuro</em>.</div>
<div id="_mcePaste">L&#8217;aperitivo sarà curato dal Torchio Ristorante che avrà un suo spazio all&#8217;interno di FrammentiFestival.</div>
<div>Nel<a href="http://urbanexperience.ning.com/profiles/blogs/ritorno-al-futuro-1"> blog di Urban Experience</a> trovi note e link utili.</div>
<div>
<div>
<ul>
<li>a <strong>Roma</strong>,  a <a href="http://www.shorttheatre.org/programma.html">SHORT THEATRE</a> che si svolge <strong>dal 3 all&#8217;11 settembre</strong> al Teatro India e la Pelanda , Urban Experience partecipa attivamente come partner web 2.0.</li>
</ul>
</div>
<div>Si userà twitter in primo luogo (hashtag <strong>#shorttheatre</strong>), il nostro blog e anche facebook x rilanciare il viral.  (<a href="http://urbanexperience.ning.com/events/twittering-a-short-theatre">entra qui per partecipare all&#8217;azione</a>)</div>
<div>SHORT THEATRE non è un festival, né una rassegna, ma si avvicina all’idea di una manifestazione: una manifestazione di idee, di modalità, di temi, di strategie. Nasce dalla necessità di osservare come il teatro, nelle sue varie declinazioni, risponda alle provocazioni del nostro presente.</div>
<div>
<div>Uno dei presupposti dell&#8217;azione di Urban Experience è quello di creare ambiti partecipativi per promuovere, se non inventare (pensa ai nuovi format del web 2.0), spazio pubblico.</div>
<div>A proposito di twitter come opportunità per mettere in rete gli sguardi degli spettatori attivi vedi questa nota (tratta da un articolo pubblicato su Nova-Sole24ore nel giugno scorso e ripresa da <a href="http://www.tafter.it/2009/08/18/la-rete-degli-sguardi-teatrali-connettivi-attraverso-twitter-di-carlo-infante/">Tafter</a>).</div>
<div><a href="http://www.performingmedia.org/sguardo-twitter-dal-festival-di-napoli.html">Qui c&#8217;è qualche altro passaggio</a> inerente gli interventi fatti al festival teatrale di Napoli.</div>
</div>
<div><a href="http://visibletweets.com/#query=%23shorttheatre&amp;animation=3">Qui visualizzi i tweet sul visible</a> (tag cloud!)</div>
<div>
<div>
<ul>
<li>a <strong>Roma</strong>, al <a href="http://www.museodellamente.it/">Museo-Laboratorio della Mente</a>, al S.Maria della Pietà,  il <strong>9 settembre</strong> 2010, alle ore 17,  Urban Experience si presenta x avviare la costituzione di un&#8217;associazione, x dare struttura alla progettualità in atto.</li>
</ul>
</div>
<div>L&#8217;incontro è aperto a tutti: non solo a coloro che vogliono aderire all&#8217;associazione.</div>
<div>Tra le ore 17 e le ore 18 sarà possibile partecipare ad una visita guidata del Museo della Mente, un esempio emblematico d&#8217;innovazione territoriale, nel coniugare memoria,territorio, percezione e interattività. <a href="http://urbanexperience.ning.com/events/assemblea-costituente">E&#8217; opportuno registrarsi qui</a>.</div>
<div>Intervieni nel<a href="http://urbanexperience.ning.com/group/urbanexperienceperlanuovaretedelvalore"> gruppo di discussione</a> che abbiamo attivato, con proposte e link alle esperienze che consideri pertinenti l&#8217;urban experience.</div>
<div>Troverai le tracce di un dibattito che sfocerà a ottobre in un incontro pubblico sul tema <em>Urban Experience per la nuova rete del valore: la ricchezza generata dal comportamento creativo degli utenti.</em></div>
<div><em><a href="http://www.performingmedia.org/wp/wp-content/uploads/2010/09/F.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-321" title="F" src="http://www.performingmedia.org/wp/wp-content/uploads/2010/09/F-300x187.jpg" alt="" width="300" height="187" /></a></em></div>
</div>
</div>
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		<title>Il Viaggio dell’Uva del Teatro de los Sentidos a Montalcino</title>
		<link>http://www.performingmedia.org/il-viaggio-dell%e2%80%99uva-del-teatro-de-los-sentidos-a-montalcino.html</link>
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		<pubDate>Sat, 31 Jul 2010 21:29:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>carloi</dc:creator>
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Sepolto lì c&#8217;è un vasetto di vetro con un acino di uva che abbiamo spremuto con le dita. E grazie a quella piccola magia artigiana che sa essere il teatro, rovistando tra la terra, spunterà un vasetto che contiene del vino, un ottimo Brunello di Montalcino.<br />
Si tratta di uno di quei percorsi sensoriali del Teatro de los Sentidos, esperienze straordinarie (ricordo ancora <a href="http://www.teatrodelossentidos.com/eo/obresindex.php?ido=18">Oracoli</a>, sottile viaggio iniziatico alla ricerca di un mistero che non può che rivelarsi nella nostra percezione accesa, fuori dal senso comune) che dimostrano che il teatro scaturisce più che dalla rappresentazione dalla partecipazione intensa e dall&#8217;empatia.<br />
Ciò che è accaduto nel borgo toscano che domina la splendida Val d&#8217;Orcia (lì capisci che un paesaggio è non solo bello ma giacimento culturale) come momento conclusivo di un workshop prodotto dal <a href="http://www.festivalinternazionaledimontalcino.it/spett_viaggio_1.html">Festival di Montalcino</a>.<br />
Un&#8217;esperienza attiva che fa riflettere su come si possa e si debba lavorare nel territorio per esaltarne le potenzialità, rivelandone il segreto, il <strong>genius loci</strong>.<br />
Una buona palestra per l&#8217;arte dello spettatore, centrata sul valore dei punti di vita espressi dalla partecipazione sollecitata.<br />
<a href='http://www.performingmedia.org/wp/wp-content/uploads/2010/07/sentid.jpg' title='sentid.jpg'><img src='http://www.performingmedia.org/wp/wp-content/uploads/2010/07/sentid.jpg' alt='sentid.jpg' /></a></p>
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		<title>Dopo La Fura. L&#8217;assalto alla diligenza.</title>
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		<pubDate>Tue, 04 Aug 2009 18:38:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>carloi</dc:creator>
				<category><![CDATA[arte dello spettatore]]></category>
		<category><![CDATA[Performing Media]]></category>

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		<description><![CDATA[<div class="addthis_toolbox addthis_default_style" addthis:url='http://www.performingmedia.org/dopo-la-fura-lassalto-alla-diligenza.html' addthis:title='Dopo La Fura. L&#8217;assalto alla diligenza.' ><a class="addthis_button_tweet"></a><a class="addthis_button_google_plusone"></a><a class="addthis_button_"></a></div> Leggo delle polemiche sui disagi subiti x partecipare alla performance della Fura dels Baus alla Cava di Carrara nell&#8217;ambito di Lunatica. Penso prima di tutto al coraggio e all&#8217;impegno organizzativo intrapreso x uno degli eventi + forti dell&#8217;estate. E&#8217; 1/4 di secolo che seguo la Fura (vedi il testo che ho scritto nel 2001 x [...]]]></description>
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<p>Penso prima di tutto al coraggio e all&#8217;impegno organizzativo intrapreso x uno degli eventi + forti dell&#8217;estate.<br />
E&#8217; 1/4 di secolo che seguo la Fura (vedi il testo che ho scritto nel 2001 x il RavennaFestival) e so che è <strong>nella radicalità delle loro azioni che risiede il principio attivo di un teatro emozionale</strong>, non drammaturgico, spiazzante, debordante.<br />
Ciò che è stato visto con gioia partecipativa nella cava di Fantascritti, luogo a suo modo radicale, aspro e inquietante, ha confermato questa qualità direttamente proporzionale all&#8217;impatto percettivo e al felice spiazzamento dello sguardo.<br />
A controbilanciare questo dato c&#8217;è il problema dei flussi degli spettatori in andata e ritorno dalla Cava con pullman che alcuni hanno sostenuto insufficenti.<br />
Ciò che ho riscontrato come problema riguarda principalmente il percorso difficoltoso e lento dei mezzi x via delle strettoie e il traffico in città. I mezzi potevano essere sufficenti&#8230;<br />
Ma se devo prendere una posizione netta difendo, senza dubbio, il coraggio organizzativo e la scelta culturale de La Fura.<br />
Per quanto riguarda il futuro propongo una cosa precisa: abituarsi a seguire con più attenzione la domanda culturale e porre una moratoria all&#8217;offerta di spettacoli. Utilizzare il web per seguire le indicazioni e i feedback degli utenti, e quindi  prenotare, registrare i profili dei diversi target e a questo punto premiare con attenzioni particolari. Chi si fosse prenotato (con un form particolare, teso a stringere relazione con l&#8217;ente pubblico promotore) avrebbe potuto avere una corsia preferenziale, come con il telepass.<br />
A questo punto lancio un&#8217;indicazione precisa: utilizzare gli eventi come occasione ideale per sollecitare, sondare e qualificare la partecipazione attiva dei cittadini, sperimentando modalità di gestione e progettazione del nuovo spazio pubblico, il web. Così com&#8217;è stato fatto dal teatro 2500 anni fa.<br />
Per concludere con la questione della Fura alla Cava. La domanda da fare è: perchè al ritorno non si è organizzata un sistema di file (a segmenti, per velocizzare l&#8217;accesso ai pullman, come nei varchi aereoportuali) per <strong>risolvere il problema dell&#8217;assalto alla diligenza</strong>?</p>
<p><a href="http://www.performingmedia.org/wp/wp-content/uploads/2009/08/furaxcarrara_l.jpg" title="furaxcarrara_l.jpg"><img src="http://www.performingmedia.org/wp-content/uploads/2009/08/furaxcarrara_l.miniatura.jpg" alt="furaxcarrara_l.jpg" /></a></p>
<p>ecco a seguire la nota che scrissi x il Ravenna Festival 2001</p>
<p><span id="more-244"></span></p>
<p>Rivedo la Fura dels Baus nelle cave di Carrara in uno scenario potente e mi viene voglia di ripescare un testo che scrissi su di loro qualche tempo fa. E rifletto a quanto poco pensiero viene associato a questi eventi&#8230;</p>
<p><strong>Il grado zero dell&#8217;ossessione</strong></p>
<p>“Obs” (<a href="http://obs.fib.upc.es/obs/" onmousedown="UntrustedLink.bootstrap($(this), " target="_blank" rel="nofollow">http://obs.fib.upc.es/obs/</a> ), la nuova produzione de La Fura dels Baus, può diventare l’occasione per una riflessione articolata sul valore di una teatralità dirompente che si misura più con l’impatto sensoriale che con gli statuti estetici della produzione artistica.<br />
In quella loro radicalità performativa, non c’è solo la ricerca di nuovi linguaggi scenici (la sperimentazione artistica e teatrale non deve più necessariamente giocare all’invenzione di soluzioni avanzate di rappresentazione, bensì sull’intensità) piuttosto quella di nuove condizioni di percezione e di coinvolgimento. La Fura ha scelto, dopotutto fa parte del loro codice “genetico” culturale, catalano e dionisiaco, di esasperare i toni e i modi. Hanno scelto di giocare sull’ossessività, la risultante della ripetizione e degli eccessi. Obs: obsession.<br />
Un gioco brutale ma intelligente che va oltre il dato concettuale di tutt’altra sperimentazione , magari affascinata dalle teorie di Roland Barthes sul “grado zero della scrittura”, alla ricerca di una rifondazione dei codici espressivi.<br />
Il loro, a confronto, potrebbe sembrare come un moto regressivo, ma rivela invece una chiara e forte tensione che guarda alla necessità, contemporanea se non futura, di sfiorare quell’autenticità perduta in un mondo sempre più mediato dalla rappresentazione mediatica.<br />
L’autenticità del corpo che sente, che pulsa, che reagisce, che rompe la cornice mentale in cui è intrappolato dalle convenzioni.<br />
Potremmo dire che il loro è un lavoro basato sul “grado zero dell’ossessione”: sul testing delle condizioni limite in cui trascinano gli spettatori, perlomeno quelli più giovani, quelli più disposti a mettersi in gioco, in spettacoli campali più prossimi ad una guerriglia che ad una rappresentazione, anche se ne hanno fatti per palcoscenici all’italiana (come “Faust”), ma non è questo il caso. Quindi niente paura. O meglio: si, paura. Un pochino ,quanto basta, per mettere in circolo quell’adrenalina che “fa teatro”. Teatro? Si, quello più vicino a Dioniso che ad Apollo. Quello “panico” (da Pan, un “avatar”, un altro modo per definire il dio Dioniso). Quello che si basa sulla partecipazione attiva ad una sorta di rituali postmetropolitani che fanno pensare ai raves.<br />
Quello che fa dell’alterità sensoriale il valore fondativo dell’opera.<br />
Trattare di uno spettacolo in questi termini è tutt’altro che pretestuoso, anzi è opportuno per contestualizzare una pratica artistica della “violenza” in una dimensione culturale, possibilmente comprensibile e condivisibile. Altrimenti rischia di rimanere solo come un evento di lorda spettacolarità che può attrarre sia entusiasmi infantili che rifiuti moralistici.<br />
Vale la pena affrontare proprio le caratteristiche di quell’alterità che vengono sondate da un’esperienza come questa di “Obs”, opera di un teatro musicale che cerca il conflitto.</p>
<p><strong>Il corpo come luogo di sperimentazione</strong><br />
La domanda di alterità ce la portiamo dentro in tanti, anche quelli che “tutti a modo”, con la cravatta anche intorno all’ipofisi, credono che la vita si svolga dentro canoni prestabiliti.<br />
Sono a volte proprie questi individui che rivelano le forme di schizofrenia più pericolose, decisamente dissimulate da un ordine sociale che spesso legittima le forme di cinismo e di violenza egoista più acute.<br />
Attenzione però a quando si tratta di alterità, cercare “altro” e fuori di noi non significa necessariamente quell’ “andar di fuori” indotto esclusivamente dall’abuso d’alcool o di sostanze stupefacenti.<br />
Le dimensioni più interessanti in cui trova luogo l’alterità sono quei stati modificati di coscienza che derivano dalle pratiche rituali della trance e della possessione che nella nostra contemporaneità sono ormai oggetto di ricerca etnologica, si pensi solo al fenomeno del tarantismo salentino che fino a qualche decennio fa perpetuava la valenza dionisiaca delle ritualità della “grecìa” .<br />
Ma ci sono alcune esperienze di “deep listening” che danno luogo a intense emozioni acustiche che attraverso l’ascolto profondo possono far diventare il corpo-luogo di sperimentazione, condizioni che, per altri versi (l’iterazione collettiva del movimento), attraverso la techno arrivano in situazioni particolari, come i raves, a livelli decisamente surriscaldati.<br />
Ci sono altre situazioni che possono essere individuate tra quelle possibili, dissimulate in una società dello spettacolo che tende ad esasperare e a confondere i piani della rappresentazione, e che proprio per questo acquistano un’importanza specifica perchè fanno venire a galla le contraddizioni di una società mediata ed inautentica.<br />
E’ tra queste, azioni esemplari e circostanze che potremmo definire di “nuovo dionisismo”, che spicca la Fura dels Baus, liberando il suo “volume di fuoco” attraverso l’azione dirompente del suono.</p>
<p><strong>L&#8217;insofferenza verso il comune sentire</strong><br />
Entrare con l’ascolto in un mondo sonoro affina la conoscenza intuitiva, una disponibilità che è stata definita anche l’”essere afferrati”: l’essere posseduti dal flusso organico dei suoni, entrando in risonanza.<br />
Valori che è possibile riscontrare sia nelle composizioni iterative di Steve Reich e Terry Riley che nel Gamelan balinese, sia nelle ambient music di Brian Eno e i Frippertronic di Robert Fripp che nel “sama” derviscio e nelle immersioni techno-trance.<br />
Valori che esistono da sempre se consideriamo che il suono è la base primaria di quasi tutti i culti. Valori che le sovrastrutture culturali hanno mediato a tal punto da renderli quasi esoterici, eccezioni, alterazioni.<br />
Quei valori d’intensità sensoriale acuta sono sempre più rari nella nostra civiltà, talmente satura d’informazioni che ne svaluta ormai il valore d’uso, sottraendo senso allla comunicazione, un processo quest’ultimo che da una parte può essere (forse, se s’intraprende la via creativa al futuro digitale) riattivato dall’evoluzione delle tecnologie interattive e dall’altra da una fisicità che riconquisti una posizione forte nello scambio sociale.<br />
Quest’insorgenza di fisicità è il segnale che è opportuno cogliere se vogliamo comprendere quanto sia scatenante la necessità di conoscenza diretta e di esperienze psicoattive nelle nuove generazioni. Ancor più oggi in un mondo sempre più complesso e sempre meno disposto ad essere interpretato dalle ideologie salvifiche.<br />
Le illusioni umaniste sono dissolte: è il mondo, la complessità della natura, ad essere la misura dell’uomo e non il contrario.<br />
Il corpo diventa il luogo dell’impatto estremo, vero, con la realtà: un luogo di sperimentazione, anche traumatico se si pensa ad alcune forme di “piercing”. La dimensione collettiva in cui venivano liberate le energie antagoniste e libertarie venti-trent’anni fa non ci sono più ma vengono ricreate in forme d’aggregazione tribale, rivendicando orgogliose insofferenze verso il “comune sentire”.</p>
<p><strong>Raves: zone temporaneamente autonome</strong><br />
La ricerca diffusissima di alterazione sensoriale non riguarda solo il consumo di droghe più o meno pesanti ma la capacità di sollecitazione del proprio corpo attraverso la veglia, la fatica, lo stress psichico. Si tratta con la propria adrenalina, si scatenano i recettori meno utilizzati del cervello. Aspetti che non possono essere liquidati come una mera disfunzione generazionale, non più perlomeno.<br />
Il fenomeno dei “raves” è sintomatico: si creano piccoli mondi-paralleli fuori dagli orari della normalità, in cui vivere al massimo grado, in una sorta di “potlach”, le cerimonie dello spreco sacrificale. In questi contesti, vere e proprie “zone temporaneamente autonome”, si mettono in gioco energie psicofisiche potentissime: parlare di trance non è fuori luogo. Si tratta di aspetti ibridi, urbani, di quelli stati alterati di coscienza di cui tanti studiosi, sociologi e antropologi, stanno trattando da un pò di tempo a questa parte. Tra questi George Lapassade è uno di quelli che seppe coglierne il valore al di fuori del contesto antropologico in senso stretto: visse in prima persona ,come performer del Living Theatre, la necessità teatrale di esprimere quella radicalità fisica senza finzione. Erano gli anni Sessanta e quel teatro di guerriglia libertaria portava in Europa il contagio della prima rivoluzione sessuale. E nel 1969 , nell’incontro con i Gnawa in Marocco,impararono molto di quella “verità del corpo” di cui aveva scritto, nel lucido delirio, solo Artaud. Alterità pura.<br />
Oggi, superate le avanguardie, le tendenze e le ideologie, rimangono sul campo gran parte delle stesse domande.<br />
L’estasi intesa come rottura dell’inerzia statica del comune sentire è una ricerca che vale la pena intraprendere.</p>
<p><strong>L’orgia dionisiaca della tribu’ elettronica</strong><br />
E’ su questo terreno che fa incursioni costanti<a href="http://www.lafura.com/"> la Fura</a> , attuando una strategia collaudata, quella che vede coniugare la selvaggeria delle feste paniche catalane con le nuove sensibilità cyber.<br />
Dai primi happening devastanti come “Accions” sono riusciti ad evolversi sul piano spettacolare saturando la scena (campale, condivisa con il pubblico) di suoni techno ed immagini elettroniche. La Fura dels Baus da più di quindici anni percorre le scene internazionali come l’”orda d’oro” di Gengis Khan: invadono con le loro azioni furiose, seminano panico spettacolare e vanno oltre senza erigere steccati, senza rinchiudere in definizioni ciò che fanno.<br />
Conquistano attenzioni perchè sanno mettersi in gioco con un’estrema determinazione e riescono così a mettere in gioco, a coinvolgere gli spettatori in eventi che non è eufimistico definire tribali.<br />
Gli eventi furiosi della prima Fura, come “Accions” (1983), “Suz a Suz”(1985) e “Tier-Mon”(1988) non avevano una struttura drammaturgica (se non minima), procedendo per onde d’energia, come coreografie selvatiche in cui, oltre alle gestualità ieratiche dei performers (spesso ispirate al “butoh” giapponese, la “danza delle tenebre”, in cui i corpi bianchi come larve evocavano atmosfere di catastrofe nucleare) si radicalizzava lo scontro teatrale con la scesa in campo di macchinerie mostruose: “macchine celibi” ed altri ordigni che producono rumori od odori. Una pratica di “automatics” (così chiamano le loro macchine) che fa pensare alle gesta dei californiani del Survival Research Laboratories che organizzano veri e propri rodei automatici, macchinici, apocalittici.<br />
“M.T.M” (1994)si definisce poi “techno-opera” : una cyber-performance a tutti gli effetti. Spettacolarità satura di visioni elettroniche proprio per esasperare fino al parossismo psichico il danno provocato dalla telecrazia globale. E’ un modo drastico per denunciare che il potere mediatico annichilisce le coscienze. La Fura rilancia coprendo il potere delle immagini con il caos sonoro, più fisiologico, rivendicando un’ispirazione: ricreare il “Gran Teatro del Mondo” di Calderon de la Barca, in una proiezione tecnologica, digitale, di fine millennio.<br />
“Manes” (1996)è invece uno spettacolo che richiama le modalità originarie de La Fura, quelle più semplici e brutali che vedono acqua spruzzata e fiaccole agitate contro gli spettatori, un delirio, brado ma coinvolgente, efficace come pochi altri eventi in giro per le scene.<br />
Con questo spettacolo la Fura sembra ricercare la sua spontaneità , dopo qualche anno di progettualità di lusso: vedi l’inaugurazione dei Giochi Olimpici di Barcellona, qualche buona committenza (come la Pepsi) , con “MTM” uno spettacolo di grande impatto ma sin troppo strutturato in un rigido impianto scenografico e audiovisivo.<br />
Tornano ciclicamente a quell’orgia dionisiaca che li aveva caratterizzati e che sembra corrispondere proprio alla domanda che molti giovani spettatori si portano dentro.<br />
La scena privilegia così l’azione dei corpi dei performers in stretta relazione a quelli degli spettatori in fuga per non farsi sporcare ma gli urti sono spesso inevitabili e alcune delle ragazze in azione, vere e proprie cyber-amazzoni, non esitano a toccare (altre donne però) e qualcuna (stretta al fidanzato allucinato) viene toccata un po’ di più. Terrore nelle altre. E scappano.<br />
La Fura lo sa, lo fa da tempo, da quando con “Accions” assaltavano gli spettatori con mortaretti e vernici colorate (lavabili però). E’ il modo proprio della “feira” catalana, festa nel senso carnascialesco, se non dionisiaco, che la gente di Barcellona anche se in pieno 2000 non ha rimosso. Di questo temperamento in gioco la Fura fa teatro: un teatro che nasce più dentro, in quanto principio attivo, biochimico, direttamente connesso all’adrenalina dello spettatore coinvolto, che fuori: in un azione teatrale che si muove al di qua della drammaturgia. Un teatro al suo “grado zero” di ossessività, pervaso da sonorità elettroniche techno-trance che infondono un pathos apocalittico al primitivismo dell’azione;<br />
Un gioco in cui ha senso solo il gioco dell’attore, inteso al livello-base, come un medium di un’energia rituale, ludica, libidinale e sacrificale al contempo .Solo che qui, in queste commedie furiose, in questi wodoo metropolitani, in queste orge dionisiache per tribù elettroniche, ha senso anche quello dello spettatore coinvolto in un gioco allucinato ed extraordinario.</p>
<p>Eventi come questi de La Fura sono occasioni per misurarsi con una spettacolarità-limite in grado di attrarre spettatori che il teatro difficilmente riesce ad intercettare.<br />
E’ un punto, questo, sul quale vale spendere un’ulteriore riflessione. La sperimentazione teatrale in Italia è riuscita fino a qualche anno fa a produrre un immaginario condiviso da una generazione di spettatori disponibili a mettersi in gioco , a proiettarsi in particolari forme di narrazione e di visionarietà . Per anni si è mantenuto un “patto”, uno scambio di sensibilità, che ha fatto del teatro di ricerca una sorta di ecosistema culturale capace di soddisfare la voglia di aggregazione e di alterità (quel sentirsi “diversi”) espressa dalla generazione alla deriva degli anni Settanta. Quelle tensioni non potevano che estinguersi, come anche tutte le intemperanze ideologiche dell’Avanguardia.<br />
Ora nei confronti della nuova generazione di spettatori il teatro, nella sua accezione più aperta possibile di “spazio-tempo da condividere”, si trova in difficoltà nel conquistare un’attenzione forte : non supera la soglia della scelta culturale predeterminata e autoreferenziale.<br />
Qualche buon segnale c’è, alcune identità teatrali hanno la “vis” poetica e la capacità di coinvolgere le nuove generazioni in progettualità che vanno oltre quell’endogamia che purtroppo riguarda anche certe nuove formazioni.<br />
Sono tempi difficili per il teatro che soffre d’arroccamento.<br />
E poi il mass-media televisivo fa troppo rumore, copre tutto. Ma la Fura dels Baus gioca proprio su questo. Fa più rumore. Scaraventa il proprio volume di suono e azione secondo un principio che loro stessi rivendicano come “teatro d’impatto”. Occupano spazi enormi come i Palasport, o fabbriche in disuso (esprimendo, già anni fa, il clima eccentrico dei raves). Prendono spazi vuoti e li riempiono di evento, oltre che di pubblico. Un pubblico che, in buona parte, potrebbe essere riconoscibile come quello dei Centri Sociali, ma non è solo questo. Partecipare ad un evento della Fura è come andare a “scavalcare” per entrare gratis ad un concerto. E’ tutta finzione, tutta macchineria, certo. Ma quella piccola sensazione di rischiare, almeno un po’, riescono ancora a trasmettertela.<br />
E’ solo un gioco, dopotutto. Un gioco che l’”homo ludens” sa che vale la pena giocare, tanto per tenersi in allenamento in un mondo in cui bisogna stare attenti a non essere giocati.</p>
<p>Carlo Infante (carlo@teatron.org)</p>
<p>purtroppo non è nei miei archivi il primo articolo uscito sul mensile Frigidaire nel 1983 a proposito de La Fura che allora girava con il violento &#8220;Accions&#8221; che non riuscii a far arrivare al Mattatoio di Roma, ma che vidi a Settimo Torinese &#8230;</p>
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		<title>L&#8217;impatto teatrale del site-specific</title>
		<link>http://www.performingmedia.org/limpatto-teatrale-del-site-specific.html</link>
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		<pubDate>Mon, 22 Jun 2009 09:13:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>carloi</dc:creator>
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		<guid isPermaLink="false">http://www.performingmedia.org/limpatto-teatrale-del-site-specific/</guid>
		<description><![CDATA[<div class="addthis_toolbox addthis_default_style" addthis:url='http://www.performingmedia.org/limpatto-teatrale-del-site-specific.html' addthis:title='L&#8217;impatto teatrale del site-specific' ><a class="addthis_button_tweet"></a><a class="addthis_button_google_plusone"></a><a class="addthis_button_"></a></div>Il teatro è, per eccellenza, luogo. Lo dice la parola stessa, dal greco, theatron: il luogo dello sguardo.  E il festival di napoli me lo ricorda. Gioca con la città, ne re-interpreta i luoghi più particolari, a partire dal Real Albergo dei Poveri, un capolavoro architettonico del welfare settecentesco (con le ambientazioni di Corsetti e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="al2fb_like_button"><div id="fb-root"></div><script type="text/javascript">
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<fb:like href="http://www.performingmedia.org/limpatto-teatrale-del-site-specific.html" send="true" layout="button_count" show_faces="false" width="450" action="recommend" font="arial" colorscheme="light" ref="AL2FB"></fb:like></div><div class="addthis_toolbox addthis_default_style" addthis:url='http://www.performingmedia.org/limpatto-teatrale-del-site-specific.html' addthis:title='L&#8217;impatto teatrale del site-specific' ><a class="addthis_button_tweet"></a><a class="addthis_button_google_plusone"></a><a class="addthis_button_"></a></div><p><span class="status-body"><span class="entry-content">Il teatro è, per eccellenza, luogo. Lo dice la parola stessa, dal greco, theatron: il luogo dello sguardo.  E il <a href="http://www.teatrofestivalitalia.it/v2/">festival di napoli</a> me lo ricorda. Gioca con la città, ne re-interpreta i luoghi più particolari, a partire dal <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Real_Albergo_dei_Poveri">Real Albergo dei Poveri</a>, un capolavoro architettonico del welfare settecentesco (con le ambientazioni di Corsetti e di Frattaroli, emblematico il suo De Sade pruriginoso, imabarazzante ma perfetto per quel contesto post-illuminista) , fino all&#8217;idea forte: la verticalità della città, dalle terrazze ai sotterranei. </span></span></p>
<p><span class="status-body"><span class="entry-content">Ecco ora i miei sguardi frammentati (copio-incollo e riedito un pochino, con link&#8230;) attraverso il microblogging di<a href="http://twitter.com/carloi"> twitter</a> che è ormai conosciuto ai più dopo i conflitti di Teheran, dove<a href="http://www.agoravox.it/spip.php?page=article_print&amp;id_article=7086"> gli insorti stanno usando twitter</a> x comunicare al mondo, dopo che i loro blog sono stati chiusi. </span></span></p>
<p><span class="status-body"><span class="entry-content"><strong>TeatroNA</strong> è la tag che ho usato x ripescare tutti i post pertinenti alla mia mission teatrale napoletana. Scandisco ora gli interventi (di max 140 battute) con #.</span></span></p>
<p><span class="status-body"><span class="entry-content">#</span></span><span class="status-body"><span class="entry-content">TeatroNA</span></span><span class="status-body"><span class="entry-content">, sto x scendere di nuovo nella NA sotterranea x l&#8217;azione site specific di <a href="http://www.teatrofestivalitalia.it/v2/contenuti.php?id=23&amp;idc=1&amp;pk=64">muta imago</a></span></span> #<span class="status-body"><span class="entry-content">solco il decumano verso s.gregorio armeno e <a href="http://www.gay-odin.it/">assaggio uno dei cioccolati</a> + buoni d&#8217;europa#</span></span><span class="status-body"><span class="entry-content">buio e umido e <a href="http://www.teatrofestivalitalia.it/v2/contenuti.php?id=23&amp;idc=1&amp;pk=64">donne ritagliate dalla luce</a> che sembrano colpi di pennello zen#</span></span><span class="status-body"><span class="entry-content"> rumore di fondo che sa di under world e quelle amazzoni che scandiscono marce#</span></span><span class="status-body"><span class="entry-content">sono gli elementi a fare teatro secondo una tutta loro  <a href="http://www.youtube.com/watch?v=4Z5wDry7wK8">vera drammaturgia artigiana di luce e suono </a></span></span>#<span class="status-body"><span class="entry-content">su una terrazza sbirciamo con binocoli e ascoltiamo i dialoghi lontani. Sono in <a href="http://www.teatrofestivalitalia.it/v2/contenuti.php?id=430&amp;idc=1&amp;pk=66">Roof</a> #</span></span><span class="status-body"><span class="entry-content">ascolto con cuffie radio e seguo la sequenza di drammaturgia sonora che flirta con il reale.</span></span></p>
<p>nella foto MutaImago nel sottosuolo di Napoli</p>
<p><a href="http://www.performingmedia.org/wp/wp-content/uploads/2009/06/mimagojpg.jpg" title="mimagojpg.jpg"><img src="http://www.performingmedia.org/wp-content/uploads/2009/06/mimagojpg.miniatura.jpg" alt="mimagojpg.jpg" /></a></p>
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		<title>Il business etico per la cultura e il circolo virtuoso del feedback</title>
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		<pubDate>Sat, 20 Jun 2009 11:33:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>carloi</dc:creator>
				<category><![CDATA[arte dello spettatore]]></category>
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		<category><![CDATA[Innovazione Territoriale]]></category>
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		<description><![CDATA[<div class="addthis_toolbox addthis_default_style" addthis:url='http://www.performingmedia.org/business-etico-per-la-cultura-e-circolo-virtuoso-del-feedback.html' addthis:title='Il business etico per la cultura e il circolo virtuoso del feedback' ><a class="addthis_button_tweet"></a><a class="addthis_button_google_plusone"></a><a class="addthis_button_"></a></div>Fare economia va ben oltre il profitto, significa risparmiare o meglio ancora ottimizzare le risorse. In relazione alla cultura e alla sua ragione fondante che concerne la trasmissione del suo valore, penso a quanto sia decisivo attivare, per fare economia della cultura, ciò che definisco il circolo virtuoso del feedback: intercettare, dare forma e valorizzare [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="al2fb_like_button"><div id="fb-root"></div><script type="text/javascript">
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<p>Un esempio, tra i tanti possibili, è nel modo attraverso cui ho partecipato, mettendo in rete i miei sguardi, al <a href="http://www.performingmedia.org/ancora-da-napoli-via-twitter/#respond">TeatroFestival di Napoli</a>  (con tag <strong>teatroNA</strong>) e  qualche giorno fa a<a href="http://www.t-lab.it/T-LAB/Workshop_-_programma.html">l workshop su Economia della Cultura  </a>all&#8217;Ara Pacis di Roma dove ho usato <a href="http://twitter.com/carloi">twitter</a> in corso d&#8217;opera x pubblicare al volo i miei appunti, usando come<strong> tag</strong> Move on.<br />
Note sparse che sono state però funzionali verso la fine dell’incontro x realizzare una <em><strong>TAG CLOUD</strong></em> che è stata sia proiettata sul grande schermo sia trasmessa via bluetooth a chi s’è aperto.</p>
<p>#Move on, sta x iniziare il workshop che lancia una buona domanda Quale economia reale x una cultura reale ?<br />
#Move on, reale: ciò che incide, quanta cultura è ancora troppo autoreferenziale ? Qual’è la misura ? L’audience ? L impatto ambientale ?<br />
#Move on o l’orientamento verso un mondo che cambia? Economia dei flussi urbani sollecitati da eventi-dispositivi<br />
#move on tag dal workshop su economia della cultura : 2,6 % pil<br />
#Move on , se quello è il <strong>pil</strong> prodotto dalla cultura poniamo la questione: prodotto migliore rispetto a cosa ?<br />
#Move on , con Esterni si entra nel merito : <strong>design pubblico</strong>: progettare inventare uso della città<br />
#Move on , da Giffoni film fest emerge <strong>glocal</strong> tag strategica<br />
#Move on , da Comicon tag <strong>videogame</strong>, come nuovo prodotto culturale crossmedia</p>
<p>Sembrano messaggi in codice, scritti mentre s’ascolta ma utili x ricombinare gli elementi messi in campo ed estrarre queste tag:<br />
<em>pil, fil , business etico, glocal , economia olistica, crossmedia , design pubblico , betatesting visioni del mondo, glocal, videogame, experience, performing media, geoblog, auto-organizzazione, web 2.0</em></p>
<p><a href="http://www.performingmedia.org/wp/wp-content/uploads/2009/06/headline2.jpg" title="headline2.jpg"><img src="http://www.performingmedia.org/wp-content/uploads/2009/06/headline2.miniatura.jpg" alt="headline2.jpg" /></a></p>
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		<title>Ancora da Napoli, via twitter</title>
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		<pubDate>Sun, 14 Jun 2009 09:05:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>carloi</dc:creator>
				<category><![CDATA[arte dello spettatore]]></category>
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		<description><![CDATA[<div class="addthis_toolbox addthis_default_style" addthis:url='http://www.performingmedia.org/ancora-da-napoli-via-twitter.html' addthis:title='Ancora da Napoli, via twitter' ><a class="addthis_button_tweet"></a><a class="addthis_button_google_plusone"></a><a class="addthis_button_"></a></div>Penso e incollo qui, riordinando (anche perchè twitter mette in cima  i + recenti&#8230;invertendo il senso del discorso&#8230;è la dinamica frammentaria del microblogging) le notazioni che ho pubblicato  su twitter .  Con la TAG teatroNA si ripescano tutte&#8230; 1. _ TeatroNA. vado a napoli: sotterranei (40 metri sotto) con stalker scozzesi e De Sade. verso [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="al2fb_like_button"><div id="fb-root"></div><script type="text/javascript">
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</strong></em></p>
<p>1. _ TeatroNA. vado a napoli: sotterranei (40 metri sotto) con stalker scozzesi e De Sade. verso gli inferi, insomma. Sento già odor di zolfo. about 22 hours ago from web</p>
<p>2.  _ TeatroNA, Le cavità di Na regno di sub culture alterità penso a ciò che negli anni 80 s&#8217;era capito qui piuttosto che altrove about 16 hours ago from mobile web     <em>( P.S.mi riferisco a quando, nei primi anni ottanta, sull&#8217;onda della post-avanguardia teatrale Napoli si rivelò strepitoso laboratorio antropologico postomoderno, si anticiparono molti segnali di mutazione, li vissi in pieno, in prima linea&#8230;)</em></p>
<p>3. _ TeatroNA C è + teatro nei sotterranei che nell&#8217;interpretazione senza qualità. + genius loci che attori about 14 hours ago from mobile web</p>
<p>4. _ teatroNA, qui lo spettacolo sottoterra <a href="http://bit.ly/omLnM">http://bit.ly/omLnM</a> . + contenitore che contenuto 3 minutes ago from web<br />
5. _ teatroNa,ripesco post senza tag:&#8221;sto x scendere nei rifugi antiaerei di NA x Monaciello&#8221;. L&#8217;ho mandato prima di scendere 40m sotto. 7 minutes ago from web<br />
6. _ TeatroNA, De Sade esalta la poetica del male e Frattaroli si autocompiace nel sadismo about 12 hours ago from mobile web<br />
7. _ TeatroNA, teatroNA, sto parlando di questo <a href="http://bit.ly/woZt9">http://bit.ly/woZt9 </a>, importante x la lettura di Sade ma 13 minutes ago from mobile web<br />
8. _  teatroNA, &#8230;inaccettabile x la violenza sessuale messinscena. moralismo? no, buon gusto. E non basta il Frattaroli Style. Qual&#8217;è la soglia? 10 minutes ago from web<br />
9. _ TeatroNA, è di un male non banale che si tratta ma lo stile dell&#8217;estremo non concede condivisione about 12 hours ago from mobile web<br />
10. _ TeatroNA, si esagera in quel Sade, too much, non è + tempo di provocazioni&#8230; e il border-line simulato imbarazza about 2 hours ago from mobile web<br />
11. _ TeatroNA, eleganza e stile teatrale non bastano: penetrazioni e scudisciate non sono sostenibili, c&#8217;è chi se ne va, anch&#8217;io ma con la mente. 18 minutes ago from web</p>
<p>E visto che ci sono (ho appena ritoccato la scrittura barbara da microblogging&#8230;) provo a concludere quell&#8217;infornata di visioni teatrali con un ultimo appunto, riprendendo un sms che mi ha mandato Enrico Frattaroli: &#8220;Con Sade non si può essere moderatamente eccessivi. E&#8217; un assoluto (&#8230;).&#8221;</p>
<p>Perchè, mi dico, cercare di portare la nostra coscienza verso il punto di rottura? Forse dico questo perchè ho già dato, ho già visto&#8230; Ma il punto non è qui.</p>
<p>E&#8217; ancora una volta nella forma: nella condizione percettiva verso cui siamo indirizzati da uno spettacolo che dietro un impianto elegante ( e sapiente, secondo degli stilemi ben collaudati da Frattaroli) cerca di radicalizzare solo attraverso una perversione sessuale di fronte alla quale essere spettatori è quantomeno scomodo.</p>
<p>Una nota sulla foto:</p>
<p>Scudisciate. Qual&#8217;è la soglia della sostenibilità dello sguardo? Perchè condividere?<a href="http://www.performingmedia.org/wp/wp-content/uploads/2009/06/j5t5a3b0.jpg" title="Sade"><img src="http://www.performingmedia.org/wp-content/uploads/2009/06/j5t5a3b0.miniatura.jpg" alt="Sade" /></a></p>
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		<title>Sguardo TWITTER dal Festival di Napoli</title>
		<link>http://www.performingmedia.org/sguardo-twitter-dal-festival-di-napoli.html</link>
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		<pubDate>Sun, 07 Jun 2009 09:34:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>carloi</dc:creator>
				<category><![CDATA[arte dello spettatore]]></category>
		<category><![CDATA[ipertinenza]]></category>
		<category><![CDATA[Performing Media]]></category>
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		<description><![CDATA[<div class="addthis_toolbox addthis_default_style" addthis:url='http://www.performingmedia.org/sguardo-twitter-dal-festival-di-napoli.html' addthis:title='Sguardo TWITTER dal Festival di Napoli' ><a class="addthis_button_tweet"></a><a class="addthis_button_google_plusone"></a><a class="addthis_button_"></a></div>Non faccio + il critico teatrale dal secolo scorso&#8230;e salutando gli amici sulla navetta in transito x gli eventi del NapoliTeatroFestival mi viene da dire&#8230; non ci vediamo da un teatro fa&#8230; Ma faccio, anzi sono spettatore, utente e cittadino attivo che si diverte a rilanciare il suo sguardo teatrale anche sulla piattaforma di microblogging [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="al2fb_like_button"><div id="fb-root"></div><script type="text/javascript">
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<fb:like href="http://www.performingmedia.org/sguardo-twitter-dal-festival-di-napoli.html" send="true" layout="button_count" show_faces="false" width="450" action="recommend" font="arial" colorscheme="light" ref="AL2FB"></fb:like></div><div class="addthis_toolbox addthis_default_style" addthis:url='http://www.performingmedia.org/sguardo-twitter-dal-festival-di-napoli.html' addthis:title='Sguardo TWITTER dal Festival di Napoli' ><a class="addthis_button_tweet"></a><a class="addthis_button_google_plusone"></a><a class="addthis_button_"></a></div><p>Non faccio + il critico teatrale dal secolo scorso&#8230;e salutando gli amici sulla navetta in transito x gli eventi del <a href="http://www.teatrofestivalitalia.it/v2/index.php">NapoliTeatroFestival</a> mi viene da dire&#8230; <em>non ci vediamo da un teatro fa</em>&#8230;</p>
<p>Ma faccio, anzi sono spettatore, utente e cittadino attivo che si diverte a rilanciare il suo sguardo teatrale anche sulla piattaforma di microblogging sulla cresta dell&#8217;onda (3712% di accessi in più nell&#8217;ultimo anno&#8230;mentre facebook è sotto il 700%&#8230;numeroni comunque) <strong>TWITTER</strong>.</p>
<p>E mi trovo a scrivere al volo con l&#8217;andazzo da sms, i <strong>frammenti immediati</strong> del mio sguardo che rilancio in termini partecipativi sulla<a href="http://twitter.com/carloi"> mia pagina di twitter </a>.</p>
<p>In ogni caso li pubblico anche qui (perchè sono + visibili, visto che non ho lanciato la campagna followers su twitter&#8230;), sembrano sconclusionati&#8230;anche perchè i recenti sono di fatto conseguenti ai frammenti precedenti&#8230;ma penso che questo andamento corrisponda alla realtà del nostro sguardo reale: non lineare, i-pertinente, prismatico, casuale, evocativo, intimo, implicito&#8230;</p>
<p>Eccoli:</p>
<ul>
<li>altre meriterebbero un approfondimento&#8230; commenta sul mio blog &#8230; o cercami su facebook</li>
</ul>
<ul>
<li> le tag sono, x statuto, corte corte. alcune possono essere decodificate scorrendo gli ultimi post qui sotto&#8230;1 minute ago from web</li>
</ul>
<ul>
<li>ora le TAG (le mie parole chiave) del festival: welfare, visione persistente, piano sequenza circolare, format produttivo, logo-enigma,ponte, 6 minutes ago from web</li>
</ul>
<ul>
<li>    fa ponte e non &#8220;da ponte&#8221;. Dico nazionale perchè è stato individuato come l&#8217;evento di maggior rilievo della nazione sul fronte del teatro, 13 minutes ago from web</li>
</ul>
<ul>
<li>Il festival nazionale del teatro fa ponte tra napoli e singapore, about 9 hours ago from mobile web</li>
</ul>
<ul>
<li>Le riprese video in scena rendono la persistenza della visione scenica,about 9 hours ago from mobile web</li>
</ul>
<ul>
<li>La platea gira: lo sguardo scorre in un piano sequenza circolare,about 9 hours ago from mobile web</li>
</ul>
<ul>
<li>Teatro della sorpresa con mirabili e artigiane soluzioni in cromakey,about 9 hours ago from mobile web</li>
</ul>
<ul>
<li>Storie di veri contraffatti: commerci iniqui tra italia e cina. Lo spettacolo descrive la deriva globalizzata,about 9 hours ago from mobile web</li>
</ul>
<ul>
<li>Outback,about 12 hours ago from mobile web</li>
</ul>
<ul>
<li>Siamo dentro, dietro, fuori il real albergo borbonico: un capolavoro di welfare settecentesco,about 12 hours ago from mobile web</li>
</ul>
<ul>
<li>Era il 74 con la Gaia Scienza a roma x DP,about 13 hours ago from mobile web</li>
</ul>
<ul>
<li>Ho appena evocato una delle prime performance di GBC: la rivolta degli oggetti,about 13 hours ago from mobile web</li>
</ul>
<ul>
<li>Saremo fermi ma la platea si muoverà, about 13 hours ago from mobile web</li>
</ul>
<ul>
<li>Per il festival nazionale del teatro a vedere Corsetti e il real albergo dei poveri : si reinventano spazi pubblici,about 18 hours ago from mobile web</li>
</ul>
<ul>
<li>A napoli, about 18 hours ago from mobile web</li>
</ul>
<p>a proposito di twitter: ecco un <a href="http://dotsub.com/view/665bd0d5-a9f4-4a07-9d9e-b31ba926ca78">video su come funziona</a><br />
<a href="http://www.performingmedia.org/wp/wp-content/uploads/2009/06/twitter_logo_header.png" title="twitter_logo_header.png"><img src="http://www.performingmedia.org/wp/wp-content/uploads/2009/06/twitter_logo_header.png" alt="twitter_logo_header.png" /></a></p>
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		<title>Civici Assedi</title>
		<link>http://www.performingmedia.org/civici-assedi.html</link>
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		<pubDate>Tue, 17 Mar 2009 00:16:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>carloi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<div class="addthis_toolbox addthis_default_style" addthis:url='http://www.performingmedia.org/civici-assedi.html' addthis:title='Civici Assedi' ><a class="addthis_button_tweet"></a><a class="addthis_button_google_plusone"></a><a class="addthis_button_"></a></div>Gnuletter di marzo, luna calante, in cui si tratta di Workshop di performing media per il geoblogging e le psicogeografie, Azioni di performing media per i civici assedi, Focus su PROSUMER a Salva con Nome/RAInews24, Seminario su Freedom for Remix, Incontro sul web.2.0, Cantiere drammaturgico in rete, Instant Blog per YOUng, Intervista di Neapolis su [...]]]></description>
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<fb:like href="http://www.performingmedia.org/civici-assedi.html" send="true" layout="button_count" show_faces="false" width="450" action="recommend" font="arial" colorscheme="light" ref="AL2FB"></fb:like></div><div class="addthis_toolbox addthis_default_style" addthis:url='http://www.performingmedia.org/civici-assedi.html' addthis:title='Civici Assedi' ><a class="addthis_button_tweet"></a><a class="addthis_button_google_plusone"></a><a class="addthis_button_"></a></div><p>Gnuletter di marzo, luna calante, in cui si tratta di</p>
<ul>
<li>Workshop di performing media per il geoblogging e le psicogeografie,</li>
<li>Azioni di performing media per i civici assedi,</li>
<li>Focus su PROSUMER a Salva con Nome/RAInews24,</li>
<li>Seminario su Freedom for Remix,</li>
<li>Incontro sul web.2.0,</li>
<li>Cantiere drammaturgico in rete,</li>
<li>Instant Blog per YOUng,</li>
<li>Intervista di Neapolis su Performing Media.point</li>
</ul>
<ul>
<li>Il 17 marzo alle ore 18 al <a href="http://www.garbatella.eu/online/">GA.TE-Piazza Telematica Garbatella</a>  (Via Montuori 5) c&#8217;è il secondo incontro del<strong> workshop di performing media</strong>. Si avvia il cantiere per la realizzazione del geoblog del quartiere e tracciare delle <em>psicogeografie</em>. Si attuerà anche la sperimentazione con i <em>mobtag</em> (i codici che trasmettono testi ai cellulari). <a href="http://www.facebook.com/profile.php?id=728164080&amp;ref=profile#/group.php?gid=128552455073&amp;ref=share">Gruppo di lavoro su facebook</a></li>
</ul>
<ul>
<li>Nel <strong>Castello di Casale Monferrato</strong> il 21 e 22 marzo  si svolge <em>InCASTELLamenti. Civici assedi</em>. Un particolare format di performing media che si baserà su interazioni radio e video per le azioni teatrali, a cura della Koinè. Gli spettatori parteciperanno alle visite radioguidate grazie a delle cuffie connesse a piccole radio per ascoltare una trasmissione radiofonica in modulazione di frequenza grazie a cui gli attori, in diretta, scandiranno il percorso attraverso gli ambienti del Castello. Durante il percorso è prevista la partecipazione di alcuni studenti delle scuole di Casale Monferrato che hanno seguito il progetto-laboratorio<em> Palestra di cittadinanza attiva nella rete</em> per la produzione di un commentario partecipativo dell’evento sul <a href="http://www.facebook.com/group.php?gid=51170598208">social network facebook</a> , sul <a href="http://www.geoblog.it/castell">geoblog</a> e sul sito ufficiale del <a href="http://www.castellodelmonferrato.it">Castello del Monferrato</a> . Lungo il percorso è inoltre previsto l’utilizzo del <em>bluetooth</em> e dei mobtag da cui trarre dei particolari testi (tratti dalla drammaturgia delle azioni in corso). Il 21 marzo alle ore 16 nella “manica” del Castello si svolgerà un incontro pubblico che tratterà delle modalità innovative della Palestra di cittadinanza attiva nella rete, vedrà il collegamento web con la manifestazione nazionale contro le mafie in corso a Napoli e promossa da <a href="http://www.libera.it">Libera </a>(associazione che ha svolto un ruolo attivo nel progetto).</li>
</ul>
<ul>
<li>Su <strong>Rainews24 </strong>giovedì 18 (alle 13,13 ma poi va in replica continua, anche nei giorni a seguire&#8230;) va in onda e poi on line su<a href="http://salvaconnome.blog.rainews24.it/">l blog </a>  un focus sulla tag: PROSUMER, social tagging e i contenuti generati dagli utenti. Si attendono i tuoi commenti.</li>
</ul>
<ul>
<li>A <strong>Roma</strong> presso l’&#8221;ex Hotel Bologna&#8221; del Senato della Repubblica, il 20 marzo alle ore 10.00 si svolge il REFF.erence <a href="http://romaeuropa.org/index_it.html">RomaEuropaFAKE Factory</a>, seminario nazionale di sostegno al progetto sulle culture digitali FREEDOM FOR REMIX. Anche su <a href="http://www.facebook.com/event.php?eid=57769257946">facebook</a></li>
</ul>
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<li>A <strong>Senigallia</strong>, il 27 marzo alle ore 21 s&#8217;interviene nell&#8217;ambito di <a href="http://senigallia2punto0.wordpress.com/">Senigallia 2.0 </a></li>
</ul>
<ul>
<li>A <strong>Riccione</strong> il 28 marzo alle ore 21 al teatro del Mare c&#8217;è l&#8217;ultima tappa del cantiere drammaturgico<a href="http://www.youdrama.it/"> YOUDRAMA</a> , <em>il teatro generato dagli spettatori</em>.  Un progetto sviluppato in parte su <a href="http://www.facebook.com/profile.php?id=728164080&amp;ref=profile#/group.php?gid=61087978888">facebook </a></li>
</ul>
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<li>A<strong> Udine</strong>, con gli studenti di performing media della Facoltà di Scienze della Formazione-Università di Udine,  s&#8217;è realizzato un <em>instant blog </em>per <a href="http://www.innovactionyoung.net/">YOUng</a></li>
</ul>
<ul>
<li>Su<strong> Neapolis-RAI3 </strong>è andata in onda <a href="http://www.performingmedia.org/wp-admin/*%20%20http://www.performingmedia.org/neapolis-rai3-sul-performingmediapoint/#respond">un&#8217;intervista sul Performing Media.point</a></li>
</ul>
<p><a href="http://www.performingmedia.org/wp/wp-content/uploads/2009/03/3140282111_a266336447.jpg" title="3140282111_a266336447.jpg"><img src="http://www.performingmedia.org/wp/wp-content/uploads/2009/03/3140282111_a266336447.jpg" alt="3140282111_a266336447.jpg" /></a></p>
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