Incontri teorici sul Rinascimento 2.0
Già ieri nell’incontro sull’interazione tra web e territorio abbiamo illustrato le modalità d’uso di ThinkLoci la piattaforma di social tagging georeferenziato, postando via MMS e linkando alle pagine pertinenti via mobile (grazie alle mobtag apposte lungo il percorso).
Oggi il seminario toccherà i tasti + politici della questione, alcuni amici (anche in rete, attraverso questo blog) contribuiranno all’elaborazione di una riflessione in progress su ciò che amiamo definire il Rinascimento 2.0.
Segue un estratto dell’incipit.
(nella foto: men and net at work)
La definizione “Rinascimento 2.0” che s’intende mettere in campo corrisponde al tentativo di coniugare i sistemi della cultura con quelli della comunicazione, riconoscendo, in particolare alle pratiche del web 2.0 l’opportunità di fare di internet un nuovo spazio pubblico basato sulla condivisione delle risorse informative. Una condizione che riguarda prima di tutto l’approccio di conoscenza delle nuove generazioni, nei confronti delle quali è decisivo trovare i modi per emanciparsi dagli automatismi dell’interattività, dimostrando come sia possibile fare cultura con i nuovi media interattivi e ipermediali.
Il Rinascimento 2.0 che amiamo pensare riguarda non solo le sperimentazioni di nuovi linguaggi, ma la pratica diffusa di nuovi comportamenti che possano dare forma ad una creatività sociale partecipativa, come i blog e il social networking stanno già delineando, proiettandoli però in un’innovazione territoriale che dia senso al concetto di glocal, per valorizzare le dimensioni locali delle comunità negli assetti della comunicazione globale. È per questo che è importante pensare ad una politica che trovi il modo per fare della Società dell’Informazione l’ambito partecipativo per misurarsi con le problematiche urgenti del nostro tempo, da quelle ecologiche ed energetiche a quelle multiculturali, sollecitando forme originali di auto-organizzazione sociale che sostengano le buone pratiche di gestione del territorio, a partire dalla sua valorizzazione culturale.
Ecco perché Rinascimento 2.0: per rilanciare la nostra scommessa evolutiva.
Ban Ki-Moon, Segretario Generale dell’ONU, nel suo discorso di saluto, ha definito l’Internet Governance Forum ” modesto nei suoi mezzi, ma non nelle sue aspirazioni”. Quella che potrebbe sembrare una elegante definizione di velleitarismo definisce, invece, una modalità di azione inedita quanto è inedita la modalità di relazione costituita da Internet. La caratteristica dell’IGF è quella di una paritetica partecipazione tra Governi, Imprese e Società Civile secondo la modalità “multistakeholder” e proprio la condivisione delle problematicità della Rete nell’IGF costituisce un esempio di web 2.0, di cosiddetto “social networking”. 1363 partecipanti da 109 Paesi non potevano approvare soluzioni ma, attraverso Coalizioni Dinamiche, animano processi capaci di produrre pratiche condivise e decisioni comuni a diversi livelli istituzionali, sociali ed economici. Tutti coloro che sono connessi ad Internet contribuiscono a definirne la natura e le possibilità, per questo la neutralità e l’interoperabilità della Rete sono un valore costitutivo e nessuno, se non questo processo partecipato, ha la titolarità del controllo sulla sua evoluzione verso architetture e soluzioni ora non pensate. La condivisione di questa consapevolezza ha trovato a Rio una piena conferma con la richiesta di decisioni coerenti e cogenti, attraverso processi partecipati. La modalità aperta ed inclusiva di partecipazione in tutti i workshop è emersa, come forte elemento comune. Generare progetti specifici, come processi istituzionalmente multilevel e metodologicamente multistakeholder, quasi spin off politici, può rivelarsi l’esito più efficace non solo di un Forum ONU
“modesto nei suoi mezzi, ma non nelle sue aspirazioni”. Questo sviluppo indedito si evidenzia nelle pratiche che in rete e attraverso la rete prendono corpo come processo sociale che richiede un adeguamento epistemologico e culturale proprio quello di un Rinascimento 2.0.
Fiorello Cortiana – Delegazione Italiana IGF 2007
ciao Carlo
ciao Fiorello
un saluto a tutti i partecipanti.
Se riusciamo possiamo interagire. Io ho letto quello che ha scritto Fiorello. Il punto, mi sembra, è che la rete permea progressivamente il corpo sociale ma non esiste un punto di governo di tale innervatura. I fattori che si producono hanno le forme più controverse con risultati alternanti.
Il progetto indicato da Carlo (un rinascimento necessario e irrinviabile) si fonda non solo sull’uso di nuove tecnologie, ma sull’adozione di nuove strutture epistemologiche e cognitive. Di questa necessità (che è in primo luogo della politica) dobbiamo tenere conto, evitando semplificazioni che derivano dal “semplice” produrre il nuovo. Il rischio, altrimenti, è che si innervi di nuova tecnologia la vecchia forma del potere così come lo abbiamo conosciuto fino ad ora. Ma credo che su questo punto, almeno con Carlo, potremmo trovarci d’accordo…
sergio belluci
Net Left
Ciao Carlo, ciao Fiorello e Sergio.
Sono d’accordo con Fiorello e con Sergio quando affermano che si stanno mettendo in atto e diffondendo nuove modalità di interazione sociale – come l’Internet Governance Forum – che mutuano dalla rete, in particolare dalla logica bottom-up, le proprie dinamiche relazionali.
Credo fermamente, tuttavia, che questa “emergenza” non sia di per sé sufficiente per il rinnovamento sociale che la società contemporanea ci domanda.
Si tratta infatti di un primo, indispensabile passo, verso la definizione di nuove forme di relazioni sociali nell’epoca delle reti, che però necessitano di “un punto di governo”, come lo definisce Sergio, che consenta di tradurre le interazioni in decisioni; di incanalare – evitando di disperderle – le nuove energie messe in circolo dalla rete; di individuare nuove forme di partecipazione politica.
Sono ancora d’accordo con Sergio quando afferma che occorre evitare un atteggiamento di eccessiva semplificazione nei confronti di Internet, sia esso il technoentusiamo esasperato o, al contrario, la sciatta sottovalutazione delle straordinarie potenzialità di Internet.
Occorre un grande sforzo – e un grande coraggio - per definire un indirizzo politico che nel profondo sappia cogliere le nuove opportunità, ma anche le nuove sfide, che la società della rete ci pone. Uno sforzo che richiede la ricerca di un punto di osservazione che sappia sufficientemente distanziarsi dalla quotidianità per formulare un progetto sul futuro. Con la testa finalmente rivolta in avanti.
antonella giulia pizzaleo
ciao Antonella,
giusto ciò che dici… se non ci domandiamo dove andiamo faremo la fine dell’assunto filosofico del post-modernismo: non importa dove andiamo, l’importante è essere primi.
In realtà il mondo, la Terra, Gaia, ci dicono ogni giorno che non è neutro il cammino che facciamo.
La consapevolezza è fondamentale. Tutti i gverni si pongono il problema di espandere la rete, internet. Il punto è che in genere si pongono il problema perché l’alfabetizzazione e l’abitudine all’uso della rete espandono la flessibilità della produzione. Quelli più avanzati pensano alle potenzialità di estensione della capacità di conoscere e di decidere in maniera diversa. Pochissimi si pongono il tema che l’introduzione delle logiche di rete legate all’informatica modifica la natura dei corpi sociali e propone il tema di un salto genetico delle specie viventi (non solo l’umano è influenzato dalle potenzialità delle tecnologie).
Dobbiamo, contemporaneamente ed è questo il difficile, convincere chi è attardato a darsi una smossa (o farsi da parte…) e chi è troppo veloce a comprendere che la strada che stiamo intraprendendo non è priva di rischi…
Sergio Bellucci
buona serata a tutte e a tutti
sergio bellucci