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	<title>Commenti a: Memoria 2.0</title>
	<link>http://www.performingmedia.org/memoria-20/</link>
	<description>x l'uso sociale e creativo dei nuovi media</description>
	<pubDate>Thu, 11 Mar 2010 11:26:27 +0000</pubDate>
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	<item>
		<title>Di: carloi</title>
		<link>http://www.performingmedia.org/memoria-20/#comment-6172</link>
		<author>carloi</author>
		<pubDate>Tue, 13 May 2008 23:47:56 +0000</pubDate>
		<guid>http://www.performingmedia.org/memoria-20/#comment-6172</guid>
					<description>Il geoblogging: scrivere storie nelle geografie.
Le arti della memoria nelle mappe on line.

La scrittura è una tecnologia della memoria, nata per fissare informazioni. 
Solo dopo s’è pensato a coniugare le informazioni alle emozioni. 
E molto dopo ancora è arrivata la carta. 
E oggi abbiamo anche gli schermi, quelli sempre più connessi al web che rappresenta la rete più articolata dello scambio sia di informazioni sia di emozioni. 

E’ sulla linea di questo breve ragionamento che arriviamo a parlare del “geoblogging”, un’invenzione che sarebbe decisamente limitato definire solo tecnologica.
Perlomeno lo è come qualsiasi arte della memoria, proprio come Giordano Bruno e Giulio Camillo ci hanno insegnato.

E’ nel corso di un’evoluzione tecnologica ( ma anche psicologica e culturale) che si arrivano a sperimentare le scritture emancipate dall’uso esclusivo del foglio per occupare lo schermo. 
In questo modo le scritture sfuggono dal paradigma temporale dello sviluppo lineare( dall'alto verso il basso e da sinistra verso destra) per espandersi nello spazio dello schermo dove non solo si legge: si agisce. 
Nel caso del geoblogging si fa un salto di qualità ulteriore: ci si espande anche nello spazio “reale". Ovvero quello attraverso cui si definisce convenzionalmente il mondo che ci circonda: le geografie delle mappe, come quello rappresentato dallo sguardo satellitare di google map.

Va detto a questo punto che la progettualità di Performing Media  (www.performingmedia.org ) in occasione delle Olimpiadi2006 realizzò già un geoblog, ( www.glocalmap.to ) basato sullo sguardo orto-fotografico della città di Torino. Un cantiere progettuale avviato già nel 2005 e che, di fatto, anticipò Google (come hanno riconosciuto La Stampa e Nova/Sole24ore ).
Ma il geoblog su cui è opportuno centrare l’attenzione in questo contesto è sicuramente la Mappa Emozionale dei Luoghi della Memoria Antifascista (http://memoria.acmos.net ) a Torino, realizzato dal Performing Media Lab/Piemonte ( http://www.performingmedia.org/lab/pie  ) su cui si sono innervate le competenze di cittadinanza attiva ( e di social networking) di Acmos e quelle sulle culture digitali di teatron.org.
E’ da questa esperienza apripista che si può affermare con precisione l’idea dello “scrivere storie nelle geografie”, per arrivare a rilanciare le arti della memoria nelle mappe on line, tesa cioè non solo a trasmettere ma a condividere, attraverso i commentari propri del web 2.0.
Fino ad ulteriore sviluppo che riguarda gli aspetti più avanzati del geotagging e che riguardano l’uso di piattaforme come www.thinkloci.org. 


Carlo Infante
carlo@performingmedia.org</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Il geoblogging: scrivere storie nelle geografie.<br />
Le arti della memoria nelle mappe on line.</p>
<p>La scrittura è una tecnologia della memoria, nata per fissare informazioni.<br />
Solo dopo s’è pensato a coniugare le informazioni alle emozioni.<br />
E molto dopo ancora è arrivata la carta.<br />
E oggi abbiamo anche gli schermi, quelli sempre più connessi al web che rappresenta la rete più articolata dello scambio sia di informazioni sia di emozioni. </p>
<p>E’ sulla linea di questo breve ragionamento che arriviamo a parlare del “geoblogging”, un’invenzione che sarebbe decisamente limitato definire solo tecnologica.<br />
Perlomeno lo è come qualsiasi arte della memoria, proprio come Giordano Bruno e Giulio Camillo ci hanno insegnato.</p>
<p>E’ nel corso di un’evoluzione tecnologica ( ma anche psicologica e culturale) che si arrivano a sperimentare le scritture emancipate dall’uso esclusivo del foglio per occupare lo schermo.<br />
In questo modo le scritture sfuggono dal paradigma temporale dello sviluppo lineare( dall&#8217;alto verso il basso e da sinistra verso destra) per espandersi nello spazio dello schermo dove non solo si legge: si agisce.<br />
Nel caso del geoblogging si fa un salto di qualità ulteriore: ci si espande anche nello spazio “reale&#8221;. Ovvero quello attraverso cui si definisce convenzionalmente il mondo che ci circonda: le geografie delle mappe, come quello rappresentato dallo sguardo satellitare di google map.</p>
<p>Va detto a questo punto che la progettualità di Performing Media  (www.performingmedia.org ) in occasione delle Olimpiadi2006 realizzò già un geoblog, ( <a href="http://www.glocalmap.to" rel="nofollow">www.glocalmap.to</a> ) basato sullo sguardo orto-fotografico della città di Torino. Un cantiere progettuale avviato già nel 2005 e che, di fatto, anticipò Google (come hanno riconosciuto La Stampa e Nova/Sole24ore ).<br />
Ma il geoblog su cui è opportuno centrare l’attenzione in questo contesto è sicuramente la Mappa Emozionale dei Luoghi della Memoria Antifascista (http://memoria.acmos.net ) a Torino, realizzato dal Performing Media Lab/Piemonte ( <a href="http://www.performingmedia.org/lab/pie" rel="nofollow">http://www.performingmedia.org/lab/pie</a>  ) su cui si sono innervate le competenze di cittadinanza attiva ( e di social networking) di Acmos e quelle sulle culture digitali di teatron.org.<br />
E’ da questa esperienza apripista che si può affermare con precisione l’idea dello “scrivere storie nelle geografie”, per arrivare a rilanciare le arti della memoria nelle mappe on line, tesa cioè non solo a trasmettere ma a condividere, attraverso i commentari propri del web 2.0.<br />
Fino ad ulteriore sviluppo che riguarda gli aspetti più avanzati del geotagging e che riguardano l’uso di piattaforme come <a href="http://www.thinkloci.org." rel="nofollow">www.thinkloci.org.</a> </p>
<p>Carlo Infante<br />
<a href="mailto:carlo@performingmedia.org">carlo@performingmedia.org</a></p>
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				</item>
	<item>
		<title>Di: carloi</title>
		<link>http://www.performingmedia.org/memoria-20/#comment-6174</link>
		<author>carloi</author>
		<pubDate>Thu, 15 May 2008 08:01:23 +0000</pubDate>
		<guid>http://www.performingmedia.org/memoria-20/#comment-6174</guid>
					<description>http://www.glocalmap.org/img_press/img_big/img_big17.jpg</description>
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	<item>
		<title>Di: carloi</title>
		<link>http://www.performingmedia.org/memoria-20/#comment-6180</link>
		<author>carloi</author>
		<pubDate>Fri, 16 May 2008 07:07:32 +0000</pubDate>
		<guid>http://www.performingmedia.org/memoria-20/#comment-6180</guid>
					<description>http://www.mymedia.it/teatrimemoria.htm a proposito dello Spettacolo della Conoscenza dei possibili Musei Interattivi</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.mymedia.it/teatrimemoria.htm" rel="nofollow">http://www.mymedia.it/teatrimemoria.htm</a> a proposito dello Spettacolo della Conoscenza dei possibili Musei Interattivi</p>
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		<title>Di: alice_colla</title>
		<link>http://www.performingmedia.org/memoria-20/#comment-6186</link>
		<author>alice_colla</author>
		<pubDate>Fri, 23 May 2008 14:54:45 +0000</pubDate>
		<guid>http://www.performingmedia.org/memoria-20/#comment-6186</guid>
					<description>non sono riuscita a raggiungere il gruppo alla torre dell'orologio per la scrittura online.. mi trovavo a Frascati con una sua vecchia conoscenza: Walter Fabrizio!!</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>non sono riuscita a raggiungere il gruppo alla torre dell&#8217;orologio per la scrittura online.. mi trovavo a Frascati con una sua vecchia conoscenza: Walter Fabrizio!!</p>
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	<item>
		<title>Di: carloi</title>
		<link>http://www.performingmedia.org/memoria-20/#comment-6329</link>
		<author>carloi</author>
		<pubDate>Tue, 24 Nov 2009 13:52:03 +0000</pubDate>
		<guid>http://www.performingmedia.org/memoria-20/#comment-6329</guid>
					<description>(…)ciò che si salverà non sarà mai quel che abbiamo tenuto al riparo dai tempi, ma ciò che abbiamo lasciato mutare, perché ridiventasse se stesso in un tempo nuovo
Da “I Barbari” di Alessandro Baricco</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>(…)ciò che si salverà non sarà mai quel che abbiamo tenuto al riparo dai tempi, ma ciò che abbiamo lasciato mutare, perché ridiventasse se stesso in un tempo nuovo<br />
Da “I Barbari” di Alessandro Baricco</p>
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